Quali strumenti ti servono per l’Endpoint Protection 

L’Endpoint Protection (o Endpoint Security) è uno dei pilastri della strategia di minimizzazione del rischio cyber. Il termine endpoint si riferisce ai dispositivi “finali” che accedono alla rete e alle risorse aziendali, come workstation, laptop, smartphone e tablet. Fungendo da entry point di una rete aziendale, essi sono particolarmente appetibili per i criminali informatici, che li possono utilizzare per sottrarre dati o per impedire l’operatività aziendale quotidiana.


Endpoint protection nell’era del lavoro ibrido 

L’Endpoint Protection si concentra sulla difesa dei dispositivi, e implementa strumenti e politiche per rilevare, prevenire e rispondere alle minacce, garantendo la protezione dei dati aziendali e la business continuity.  

L’Endpoint Protection ha assunto ancor più rilevanza da quando le imprese hanno iniziato ad adottare modelli ibridi di lavoro. Questi, infatti, determinano un incremento esponenziale di dispositivi mobile usati a fini professionali, dispositivi che in alcuni casi sono anche personali, magari non aggiornati da tempo e a fortissimo rischio malware. Per questo, gli esperti rilevano un fortissimo aumento della superficie d’attacco sfruttabile dai malintenzionati. 


Come difendere gli endpoint: l’approccio tradizionale e quello moderno 

Per decenni, la difesa degli endpoint è stata affidata all’antivirus, gestito dall’utente della macchina o, a livello centrale, dall’IT dell’azienda. Tuttavia, l’antivirus non è adeguato a gestire con efficacia un panorama di minacce cyber sempre più complesso, articolato e in perenne evoluzione; il fatto stesso che l’antivirus si basi su signature (firme) già conosciute lo rende del tutto insensibile all’universo delle minacce zero-day e degli errori umani, che rappresentano ancora la stragrande maggioranza delle cause di incidente.  

L’approccio moderno è più complesso di quello tradizionale proprio a causa dell’aumento esponenziale della superficie d’attacco. Oggi si parla di soluzioni di Endpoint Protection come ecosistema sinergico di tool, piattaforme e competenze volte a: 

  • monitorare il comportamento degli endpoint; 
  • prevenire gli attacchi; 
  • rilevare le minacce avanzate; 
  • gestirle in modo appropriato.  

Nelle soluzioni moderne di Endpoint Protection c’è dunque un elemento di prevenzione basato sull’analisi del comportamento del device, unito alla capacità di risposta e di minimizzazione delle conseguenze nel caso in cui l’attacco abbia successo. Le soluzioni più avanzate fanno uso di tecniche di Intelligenza Artificiale e di Machine Learning per supportare le analisi in tempo reale, migliorare costantemente le performance di riconoscimento degli attacchi e per abbattere la quantità di falsi positivi e negativi. In aggiunta al real-time monitoring, che rappresenta il pilastro delle strategie di endpoint protection, le imprese possono implementare tecnologie di encrypting dei dati, di (continuous) vulnerability assessment, sistemi di patch management e tecniche di protezione degli accessi come la multi-factor authentication (MFA). Non da ultimo, una strategia efficace di endpoint protection prevede che gli utenti non pongano in essere comportamenti a rischio; un percorso di security awareness è più che indicato.


Endpoint Protection: i tool necessari e i due possibili approcci  

Per quanto concerne i tool che compongono la soluzione di endpoint protection, vi rientrano innanzitutto le piattaforme EDR, acronimo di Endpoint Protection & Response. Queste basano la propria efficacia sul monitoraggio costante degli endpoint, dei comportamenti e dei workload associati, bloccando attività ritenute eccessivamente a rischio, dall’apertura dell’allegato sospetto all’accesso alla rete aziendale da una rete non sicura.  

Le soluzioni EDR confluiscono in piattaforme EPP, ovvero in Endpoint Protection Platform, che comprendono anche gli altri elementi citati come l’encrypting dei dati, i sistemi di controllo degli accessi e di data loss prevention (DLP), il cui fine è rendere inaccessibile il dato in caso di data breach. Rispetto agli EDR, le piattaforme EPP si concentrano maggiormente sulla prevenzione dell’evento cyber, per la quale forniscono all’azienda svariati tool moderni ed efficaci. Esistono poi anche i tool XDR, ovvero di Extended Detection and Response, solitamente considerati come evoluzione di EDR. Questi estendono il range di protezione dagli endpoint a tutte le vulnerabilità dei sistemi aziendali.  

Ancor più importante dei tool è l’approccio che l’azienda adotta nei confronti della Endpoint Protection. La complessità dell’argomento suggerisce una gestione interna solo alle aziende che dispongono di risorse estremamente competenti e che possono permettersi cicli di formazione e aggiornamento continui, vista la velocità con cui evolve il tema.  

In alternativa, la soluzione vincente è il servizio gestito da un partner dedicato, i cui compiti sono: 

  • far confluire svariate sorgenti informative in un’unica piattaforma centralizzata; 
  • automatizzare processi preventivi e di risposta; 
  • gestire manualmente i casi più complessi.  

Quest’ultimo è l’approccio adottato da buona parte delle imprese, poiché oltre all’innegabile serenità derivante dall’uso di tool allo stato dell’arte e all’impiego di risorse con competenze certificate, l’outsourcing ha anche un impatto positivo sulla sostenibilità economica.